Forza di Volontà e Autostima: come si alimentano a vicenda

Forza di Volontà e Autostima come si alimentano a vicendaForza di Volontà e Autostima: come si alimentano a vicenda – Articolo di Raffaella Menolfi

Tutto parte da una semplice domanda: e se la mia vita potesse essere diversa da quella che è?

Se potessi fare dei cambiamenti radicali e sentirmi felice e realizzato?

A volte basta porsi delle domande anche molto semplici per essere guidati in un meraviglioso cammino che porta all’autorealizzazione e alla felicità costante e duratura nella propria vita.

Fatta la domanda, un po’ alla volta arrivano anche le risposte.

Arrivano altre domande e poi altre risposte e via di seguito.

Si entra nel circolo virtuoso della spirale evolutiva che porta a fare nuove e strabilianti scoperte su se stessi.

Si impara a conoscersi meglio e a gestire la propria vita in base a queste nuove informazioni.

Quello che conta è rimanere nel flusso degli eventi e avere la volontà di proseguire lungo questo percorso.

Ecco la parola magica: la volontà.

O meglio ancora la forza di volontà.

Quella forza che senti dentro di te e che ti spinge ad agire, a prendere delle decisioni e compiere delle azioni per andare verso una meta.

Una forza così potente che ti stimola a superare tutti gli ostacoli per raggiungere l’obiettivo.

Sì, perché quando vogliamo qualcosa con tutto noi stessi, ci impegniamo al massimo, mettiamo lì tutto il focus, l’attenzione e la realtà non può far altro che adattarsi ai nostri desideri più profondi.

La forza di volontà è anche strettamente collegata all’autostima (la stima che uno ha di se stesso) e questi due concetti si autoalimentano a vicenda: man mano si raggiungono i piccoli o grandi obiettivi che ci si è prefissati, si sviluppa anche maggior consapevolezza del proprio valore personale.

Nello stesso tempo, all’aumentare della propria autostima, aumenta anche la volontà di raggiungere traguardi ancora più ambiziosi.

Ci sono tante persone che nella loro vita hanno raggiunto risultati di notevole successo e magari vengono idolatrati e invidiati da altri.

Sicuramente queste persone hanno avuto una grande volontà che li ha spinti ad agire per raggiungere i loro importanti traguardi.

Però è utile precisare che la forza di volontà può agire in due modi completamente diversi.

1) C’è una forza di volontà che ci spinge a realizzare obiettivi stabiliti da altri o legati a convinzioni/credenze/programmi limitanti.

Ad esempio il figlio del grande imprenditore che vuole ad ogni costo emulare le gesta del padre e realizzare anche lui un’attività di successo o prendere il posto del genitore nell’azienda.

Oppure una donna che diventa moglie e madre perché così han fatto sua mamma e sua nonna: “è così, è sempre stato così, e deve continuare ad essere così”.

Questo il loro ragionamento. Non si vedono altre alternative.

C’è un modello di riferimento che va seguito e portato avanti.

2) Oppure ci sono persone che sentono dentro di loro un dono, un talento, una missione e la loro vita è caratterizzata da decisioni, scelte, azioni concrete e comportamenti abituali finalizzati a portare nel mondo la loro vera natura, la loro vera Essenza.

Si è guidati da una forza interiore che incoraggia a superare prove ed ostacoli altrimenti insuperabili.

In entrambi i casi c’è sempre una forza di volontà che spinge ad agire.

Nel primo caso nasce da fuori, dalla cultura in cui si è cresciuti, dai condizionamenti famigliari.

Nel secondo caso nasce da dentro e porta la persona a realizzare se stessa.

La vera forza di volontà è la spinta a realizzare il proprio percorso.Tweetta!

Forza di Volontà e Autostima: come si alimentano a vicenda

Per gli studiosi la forza di volontà può essere paragonata ad un muscolo, nel senso che può essere sviluppata e potenziata con l’allenamento.

Da quando è utile cominciare ad allenarla? Se possibile già da bambini.

Il livello della nostra forza di volontà è strettamente influenzato dal modo in cui siamo stati cresciuti dai nostri genitori.

Se siamo stati abituati a raggiungere piccoli o grandi obiettivi e nel farlo abbiamo sentito il supporto e il sostegno della famiglia anche nel caso di fallimento, avremo maggior autostima e a sua volta maggior forza di volontà.

Altrimenti il contrario.

Se non abbiamo avuto il sostegno dei genitori, se ogni piccolo obiettivo raggiunto era scontato e non valorizzato e apprezzato adeguatamente, se abbiamo sempre subito il confronto, magari negativo, con altri bambini giudicati più bravi di noi, tenderemo ad avere minor autostima e quindi una limitata forza di volontà.

Sta quindi ai genitori aiutare i propri figli ad avere una forza di volontà vera, spronandoli a definire degli obiettivi legati ai loro interessi, sostenerli sia in caso di successo che di fallimento, insegnando loro che dal fallimento si può imparare per fare qualcosa di diverso in futuro.

Forza di Volontà e Autostima: come si alimentano a vicendaIl bambino, crescendo, avrà automaticamente memorizzato queste informazioni e la sua vita sarà costantemente guidata da questa forza di volontà che agisce dentro di lui e lo spinge a prendere decisioni in allineamento con i suoi doni e talenti, nel riconoscimento del proprio valore e potere personale.

E se purtroppo durante l’infanzia non abbiamo avuto il giusto sostegno della famiglia per sviluppare autostima e forza di volontà, cosa possiamo fare?

Innanzitutto comunque ringraziare i nostri genitori per quello che hanno saputo donarci. Perché anche loro hanno fatto del loro meglio.

Può essere che abbiano commesso anche degli errori, ma non lo hanno fatto apposta per farci del male, hanno a loro volta seguito l’esempio che hanno ricevuto.

Poi, visto che la forza di volontà è come un muscolo e può essere allenata, è utile rimboccarsi le maniche e iniziare seriamente a lavorare per potenziarla.

Forza di Volontà e Autostima: esercizi per allenarle

Ci sono degli esercizi pratici che possono essere d’aiuto:

1) Stabilire nuove azioni/abitudini quotidiane. Anche cose semplici e banali, però utili a fare dei piccoli cambiamenti nella propria vita, magari legati a qualche obiettivo a lungo termine da raggiungere.

Ad esempio, se l’obiettivo è migliorare la propria forma fisica, si possono prendere i seguenti impegni:
– Usare le scale al posto dell’ascensore
– Andare a piedi a fare la spesa
– Camminare almeno 30 minuti al giorno.

Piccole azioni quotidiane, nuove abitudini per sviluppare anche autodisciplina e controllo che un po’ alla volta portano al miglioramento reale della forma fisica.

2) Allenare la concentrazione per evitare distrazioni. Il raggiungimento di un obiettivo richiede dedizione totale. Bisogna evitare qualsiasi forma di distrazione. Il focus deve rimanere la meta da raggiungere.

A volte si vuole fare qualcosa ma si è distratti dal telefono, dalla tv, dagli amici. Bisogna invece saper mettere da parte il superfluo non allineato all’obiettivo per rimanere sintonizzati su quello che è realmente importante.

È utile quindi stabilire del tempo da dedicare solo all’obiettivo.

Forza di Volontà e Autostima: come si alimentano a vicenda3) Focalizzarsi su un obiettivo alla volta. Voler raggiungere più obiettivi contemporaneamente porta dispersione di energia.
È meglio concentrarsi su una cosa alla volta. Partendo magari da qualcosa di più semplice e facilmente raggiungibile per poi diventare un po’ alla volta più ambiziosi.

4) Sforzarsi di fare anche ciò che crea uno stato di paura, o ciò che non si ha voglia di fare. Qualcosa che può mettere in difficoltà, ma che si ritiene utile per raggiungere l’obiettivo.

A volte ci si ferma per dei piccoli ostacoli. Invece bisogna avere la forza di affrontarli e andare oltre.
Un po’ alla volta si acquisisce maggior forza e sicurezza.

5) Imparare a sopportare lo stress. Spesso nel raggiungere un obiettivo ci sono dei momenti di particolare tensione.

È normale quando si fa qualcosa di nuovo e di diverso. Però bisogna continuare ad essere determinati e proseguire senza lasciarsi scoraggiare.

6) Concedersi una ricompensa per i piccoli risultati raggiunti.

Se per raggiungere la meta ci vuole tanto tempo e pazienza, è utile concedersi delle ricompense quando si arriva a traguardi intermedi, in questo modo si rimane focalizzati sui piccoli traguardi già raggiunti e si sarà più motivati a proseguire il cammino intrapreso.

7) Tenere controllati i progressi, tenendo un diario per segnare i successi e i fallimenti e avere la situazione sempre sotto controllo.

A volte però nonostante tanti sforzi e tanti sacrifici la vera forza di volontà rimane lì, in uno stato latente.

Si fa fatica ad allenarla e potenziarla. Si fanno mille tentativi senza risultati.

In questi casi sarebbe utile andare a vedere le ragioni profonde che creano questo blocco. È possibile andare a vedere la radice energetica del problema e sciogliere le dinamiche che l’hanno generata.

Possono essere molto utili le Riprogrammazioni Energetiche di Ana Maria attraverso l’Energeticlub, le sessioni di Coaching Energetico o il Coaching Energetico Genealogico.

Nell’EnergetiClub facciamo ogni mese una trasformazione energetica ed emotiva di dinamiche/problematiche relative al Potere Personale grazie al Coaching Energetico.

La prossima Sessione è Giovedì 17 Maggio:

“Scopri la Tua Vera Forza di Volontà”.

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Comunque, come dicevo all’inizio dell’articolo tutto parte da delle semplici domande.

E qui c’è anche un bel gioco di parole: se c’è la volontà di trovare la propria vera forza di volontà, una soluzione si trova sempre.

Quindi comincia a porti alcune domande:

– Ho attivato la mia vera forza di volontà?

– Ho dentro di me quella forza così potente che mi incoraggia ad essere coraggioso, ad osare di fare cose nuove o a cambiare piccole abitudine per poi raggiungere grandi risultati?

– Sto agendo nella mia vita per raggiungere un obiettivo personale svincolato da programmi/credenze/convinzioni limitanti? Oppure sto seguendo un modello di riferimento?

E poi rimani in ascolto, al momento giusto troverai tutte le risposte e il modo per esprimere al meglio la tua vera forza di volontà.

L’Universo ti sostiene, sempre.

Forza di Volontà e Autostima: come si alimentano a vicenda – Articolo di Raffaella Menolfi

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