Dalla Rabbia al Potere Personale

Dalla Rabbia al Potere PersonaleDalla Rabbia al Potere Personale – Articolo di Daniela Di Gregorio

La rabbia viene spesso etichettata come un’emozione negativa, da soffocare e reprimere.

Un’emozione sbagliata, segno di capriccio e aggressività.

Ma è proprio vero che la rabbia è fautrice solo di azioni dannose e distruttive?

O c’è un modo di considerare la rabbia come un elemento positivo?

Si potrebbe pensare ad un modo per passare dalla rabbia al Potere Personale?

Dalla Rabbia al Potere Personale: come fare?

Normalmente la rabbia non è negativa, fa naturalmente parte della vita, va e viene.

Ma se la reprimiamo allora diventerà un problema, continueremo ad accumularla.

Allora non sarà più una questione di andare e venire: diventerà la nostra essenza.

Non saremo arrabbiati qualche volta: continueremo a essere arrabbiati, rimarremo infuriati, e aspetteremo solo il momento che qualcuno ci provochi.

Rabbia e Tristezza sono le due facce della stessa energia repressa.

La rabbia viene considerata, spesso, come un’emozione negativa da reprimere e soffocare, inopportuna, irragionevole, associata ad aggressività, spesso imbarazzante.

Spesso esercitare il proprio Potere Personale viene visto come un atto di forza o di egoismo, per l’accezione negativa che spesso si dà alla parola potere.

In realtà il Potere Personale autentico nasce dall’Amore per se stessi e per gli altriTweetta!

Quindi passare dalla rabbia al Potere Personale determina la capacità di gestire al meglio questa emozione e la sua energia.

Infatti, la carica distruttiva della rabbia dipende dall’uso che se ne fa, o meglio, non se ne fa.

La rabbia diviene negativa e distruttiva quando non viene riconosciuta, ma piuttosto negata e non usata nel momento in cui emerge, correndo il rischio che se ne accumuli strati su strati per poi esprimerla violentemente nei momenti meno opportuni e verso le persone più deboli, giusto per percepire in noi un senso di potere e di rivalsa.

In realtà bisogna imparare a riconoscerla, viverla ed esprimerla.

Se non abbiamo mai espresso la rabbia, potremmo considerare il fatto che se ne siano accumulate montagne dentro di noi, e questo non è certamente salutare.

La rabbia repressa infatti può alimentare sentimenti depressivi e di inferiorità, ma anche il corpo soffre quando la mente non riesce a gestire i conflitti.

Dalla Rabbia al Potere Personale: riconoscere le dinamiche

Fondamentale è, quindi, riconoscere la rabbia quando emerge, per quello che essa è, ovvero un meccanismo di protezione che ci segnala che qualcosa non va’, che i nostri diritti sono stati violati, i nostri reali bisogni disattesi.

La rabbia esprime una reazione di insoddisfazione intensa, di frustrazione, funge cioè da segnale d’allarme.

Ascoltare la nostra rabbia ci aiuta a conoscere i nostri reali bisogni, i nostri valori, ci aiuta ad essere più autentici con noi stessi e a intrattenere relazioni più autentiche con le persone che ci circondano.

Bisogna partire dal presupposto che dietro alla rabbia c’è sempre un dolore e quindi, di conseguenza, una persona che soffre.

Se sei felice e qualcuno ti insulta, non ti arrabbi.

Se invece sei infelice, diventi veramente arrabbiato e questo dimostra solo la matematicità del fatto.

Se sei infelice, sei pronto ad arrabbiarti, ma se sei felice, la stessa cosa non ti tocca affatto.

Di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a piangere sulla propria situazione. Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose.

Malcom X

Tra tutte le emozioni, la rabbia è quella che percepiamo come più potente, carica di energia, in grado di modificare l’ambiente.

Spesso è diretta verso chi amiamo, a causa della percezione di un’offesa, e tende a correggere la situazione o prevenirne la ripetizione.

La sua origine si trova nella tendenza biologica alla sopravvivenza, che implica la necessità di difendersi quando si è attaccati o quando vengono violati i confini del nostro territorio.

È accompagnata da una serie di modificazioni fisiologiche che preparano all’azione, ma non generano automaticamente il comportamento.

La rabbia è una maniera di far valere i propri diritti, ed è interessante ricordare qui quali sono i diritti  basilari di un essere umano secondo Lowen:

  • il diritto di esistere
  • il diritto di essere al sicuro nella propria condizione di bisogno
  • il diritto all’autonomia e all’indipendenza
  • il diritto di desiderare e di muoversi direttamente e apertamente verso la soddisfazione dei propri bisogni

È facile intuire come ogni violazione di questi diritti possa provocare della rabbia che spesso il bambino, ma anche l’adulto, non riesce ad esprimere e che rimarrà “congelata” nel suo corpo.

Di solito l’ipercontrollo della rabbia deriva dal fatto che le regole educative e sociali ne condannano l’espressione, ma anche dalla paura di esserne sopraffatti o che provochi la rottura irreparabile del legame.

In mancanza di un’azione assertiva veniamo inevitabilmente colti da un senso di debolezza e di perdita di potere, che genera ulteriore rabbia.

Dalla Rabbia al Potere Personale: azioni e strumenti

Ecco come trasformare la rabbia:

  1. Capirne l’origine. La rabbia è insita nei meccanismi di sopravvivenza: turba il nostro equilibrio per avvisarci di qualche minaccia e permetterci di rimuoverne la fonte. Per questo, la prima cosa da fare è capire qual è il pericolo. La rabbia nasce, infatti, dall’interpretazione delle azioni dell’altro, dai significati che vi attribuiamo. Possiamo tenere un diario su cui descrivere, ogni sera, i momenti d’ira ed il modo in cui si sono sviluppati. Alla fine della settimana, rileggere quanto scritto serve a evidenziare le situazioni simili e a chiarire cosa più ci fa sentire arrabbiati: noi stessi o gli altri?
  2. Esprimerla senza rovinare il rapporto con gli altri. Le ferite che infliggiamo agli altri nei momenti di rabbia fanno male per molto tempo e tendono a creare un circolo vizioso di offese che deteriorano il rapporto. È importante, quindi, manifestare il sentimento che l’altro ci ha causato senza, però, ferire nessuno. A questo scopo, prendete dei fogli carta (uno per ogni situazione o persona che vi ha fatto arrabbiare) e scrivete delle lettere di accusa, tirando fuori tutto quello che sentite, compresi gli insulti. Se sentite rabbia verso voi stessi, indirizzate la lettera a voi stessi. Quando avete scritto tutto quello che vi rode dentro, prendete i fogli di carta e bruciateli, ripetendo mentalmente: Scelgo di liberarmi completamente dalla rabbia.
  3. Liberare il corpo dal veleno. La rabbia mette in moto ormoni e neurotrasmettitori come l’adrenalina e il cortisolo, che preparano il corpo allo sfogo fisico. Molto spesso non è possibile sfogare materialmente la rabbia e queste sostanze chimiche rimangono in circolo provocando squilibri e danni all’organismo. Per evitarli, quando avete un attimo di tempo e riuscite a rimanere da soli, pensate agli avvenimenti che hanno stimolato in voi quel sentimento, rivivetelo nella sua aggressività e sfogatelo prendendo a sberle e pugni un cuscino, oppure battendo un materasso. In alternativa, se vi piace correre all’aperto, andate in un prato e iniziate a correre stringendo forte i pugni e fendendo l’aria come un pugile che si allena. Smettete solo quando vi sentite scaricati.
  4. Integrare l’energia in modo positivo. Per ogni situazione di rabbia che avete scritto sul vostro foglio, fate l’elenco delle vostre responsabilità, senza cedere all’impulso di colpevolizzarvi o scaricare la colpa su altri. Assumetevi le vostre responsabilità per avere creato il sentimento di rabbia.
  5. Mettersi nei panni di chi ci fa arrabbiare. Se la sensazione di rabbia è legata ad una persona, immaginate di dirle ciò che provate cercando però di comprendere il suo punto di vista. Cercate di mettervi nei panni dell’altro cercando di sentire le emozioni che prova. Prendete uno specchio e, guardandovi, ripetete: Io ho fatto quanto di meglio sapevo fare in questa situazione e con i mezzi che avevo. Poi, con lo stesso metodo, perdonate l’altro o la situazione stessa, affermando poi: scelgo di abbandonare il rancore nei tuoi confronti e, quindi, libero te e me stesso. Vi accorgerete che il perdono, più che un’espressione di bontà, è un atto liberatorio che vi aiuta a stare meglio.

Tutto ciò può insegnarci a cambiare la nostra vita, passando dalla rabbia al Potere Personale.

Il Potere va esercitato innanzitutto su se stessi. Il Potere Personale, inteso come la Forza Interiore che ci rende capaci di auto regolazione e di fiducia nel nostro essere ci permette di non sentire alcun bisogno di avere un Potere su qualcuno.

Non è poi così difficile trasformare una rabbia ingestibile nella giusta forza interiore che ci aiuta nel nostro Potere Personale.

Nell’EnergetiClub facciamo ogni mese un Lavoro Energetico su una dinamica del Potere Personale.

La prossima Sessione è Giovedì 16 Novembre:

“Dalla Rabbia al Potere Personale”.

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Le emozioni, sono il motore della nostra vita, la giusta spinta verso il cambiamento e la linfa vitale di un’intera esistenza.

Dalla Rabbia al Potere Personale – Articolo di Daniela Di Gregorio

PS:
Guarda che bello questo video che illustra molto bene l’emozione della rabbia ;):

PPS:
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