Le trappole della spiritualità: riconoscerle e superarle

Le trappole della spiritualitàLe trappole della spiritualità: riconoscerle e superarle – Articolo di Raffaella Menolfi

Tutti noi abitanti di questo bellissimo pianeta chiamato Terra siamo qui per fare delle esperienze spirituali, crescere ed evolvere.

Tante persone sono ancora addormentate, inconsapevoli dell’esistenza di un meraviglioso Piano Divino.

Altre invece si sono un po’ alla volta “risvegliate”: oltre a vivere le normali esperienze della vita quotidiana, si impegnano a migliorare se stesse per accelerare il processo della loro evoluzione.

Spesso il percorso di risveglio inizia a causa di qualche grande ferita: un lutto, una separazione, una malattia o per problemi nella sfera lavorativa.

Si soffre, si sta male e si cerca qualcosa di alternativo per stare meglio.

Si inizia a frequentare corsi di meditazione, di yoga, di Reiki o di qualsiasi altra disciplina olistica che in qualche modo può aiutare a tamponare la sofferenza della vita quotidiana.

Andando avanti nel cammino, si inizia a stare meglio fisicamente ed emotivamente, a sviluppare maggior consapevolezza della Vita in tutte le sue sfaccettature.

Ma nello stesso tempo si rischia anche di cadere nelle trappole della spiritualità o dell’ego spirituale.

Le trappole della spiritualità: riconoscerle e superarle

Sette di queste trappole sono collegate alla parola “arroganza”.

1) L’arroganza dell’ambizione, cioè avere talmente fretta di raggiungere i propri obiettivi al punto di saltare dei passaggi fondamentali, trascurando così alcuni dettagli e portando al fallimento dell’iniziativa.

Non si sta rispettando il Piano Divino e non si è allineati con esso.

Rispettare il Tempo Divino della creazione garantisce il successo di qualsiasi impresaTweetta!

È l’emozione della paura a spingere verso l’ambizione e questa forma di arroganza viene superata grazie alla Vibrazione dell’Unità Divina: corpo e anima si allineano alle energie spirituali e si ottiene in dono l’abilità di avanzare nella vita con forza e con successo.

2) L’arroganza dell’inflessibilità è tipica delle persone che resistono alla crescita o al cambiamento.

Il cambiamento è un disagio, ma a volte è necessario.

Si prova un terribile senso di vuoto interiore, ma bisogna arrendersi a questo vuoto per mettere delle solide basi per il proprio futuro.

L’arroganza dell’inflessibilità è legata al desiderio, cioè al bisogno di avere vicine alcune persone o di essere vittime di alcune dipendenze (vizi, droghe, forme pensiero, paure).

A volte però queste persone o dipendenze non sono allineate al proprio percorso di crescita e bisogna trovare la forza e il coraggio di lasciarle andare.

La Vibrazione dell’Onore trasforma il desiderio: onorare tutte le forma di vita, soprattutto se stessi.

Arriverà così il dono della Forza e della Solidità, per vivere nella Luce e nell’Amore.

3) L’arroganza del potere abusivo riguarda la manipolazione e il controllo.

Ci sono individui dispotici e autoritari con una personalità dominante e che energeticamente abusano di altri (cioè gli sottraggono energia) a volte sono consapevoli, a volte lo fanno involontariamente.

Per contro ci sono individui “deboli” che si fanno manipolare e cedono la loro energia.

Questo tipo di arroganza è legata al dolore e la sua trasformazione si ottiene tramite la Vibrazione della Pace che permette di cambiare stato e vivere appunto in Pace e Armonia.

Il dono che così si ottiene è il potere basato sull’Amore.

4) L’arroganza dell’amore dipendente riguarda individui che si occupano dei problemi degli altri e non dei propri e che quindi mettono le relazioni al di sopra della propria evoluzione spirituale.

Questo tipo di arroganza è legata al giudizio di superiorità o inferiorità.

Ci si lega ad altri perché giudicati superiori o inferiori.

Questo però è sbagliato e, sia in un caso che nell’altro, blocca l’evoluzione.

È quindi necessario liberarsene.

Si supera il giudizio attraverso la Vibrazione del Perdono, che permette di liberarsi dal bisogno di prendersi cura degli altri e quindi uscire dalle relazioni non più utili alla crescita.

Rilasciando l’arroganza dell’amore dipendente si ottiene il dono dell’Amore Incondizionato, che fluisce attraverso il Chakra del Cuore.

5) L’arroganza dell’accaparramento si manifesta con il desiderio di creare, ma con l’incapacità di manifestare. Ci sono due estremi:

– Quelli che credono di meritare di più degli altri, perché credono di valere di più

– Quelli che vogliono meno, perché credono di valere meno

Credono ci sia un binomio tra spiritualità e povertà, cioè hanno la convinzione, limitante, che per crescere spiritualmente bisogna essere poveri.

In questo caso c’è una forma pensiero di povertà.

Per creare serve energia che trasforma la visione in materia concreta.

Può essere che una creazione del passato non serva più nel presente, però ci si “attacca” ad essa, cioè si fa fatica a rinunciarci e a lasciarla andare.

Questo attaccamento consuma energia e impedisce ulteriori creazioni.

L’arroganza dell’accaparramento impedisce di staccarsi dai legami ormai nocivi per l’anima (persone, relazioni, luoghi) ed è in relazione con l’avidità, la fama, la ricchezza o l’amore dipendente.

In realtà, la via della crescita spirituale non richiede né ricchezza, né povertà, ma, più semplicemente, l’equilibrio tra il dare e il ricevere.

Per rilasciare l’avidità si usa la Vibrazione dell’Abbondanza, che significa, appunto, equilibrio tra il dare e il ricevere in tutti i settori della propria vita.

Il dono che si ottiene è la magia della manifestazione istantanea dei propri desideri.

6) L’arroganza di vedere tutto che ha due estremi:

– La paura di vedere troppo

Osservare tutto incessantemente

Se si crede di vedere già tutto non c’è spazio per il miglioramento, quindi cessa l’evoluzione.

Per crescere è necessaria la visione interiore, la capacità di riconoscere i modelli distruttivi interiori per integrare la propria ombra inconscia.

L’arroganza di vedere tutto è legata alla sofferenza e viene superata con la Vibrazione dell’Armonia.

Si ottiene così il dono dell’Accettazione Incondizionata anche del proprio lato ombra, il dono dell’Umiltà, la consapevolezza di non poter conoscere proprio tutto, ma che comunque si vede solo una parte della verità.

7) L’arroganza di sapere tutto. Anche in questo caso ci sono due estremi:

– Credere di conoscere già tutto e quindi non avere la possibilità di un ulteriore crescita

– Credere che gli altri conoscano più di noi e quindi accettare la loro verità

È importante invece vivere la propria verità e riconoscere le false verità degli altri, essere sintonizzati sulle frequenze della Gioia che sono quelle della nostra anima. Solo nella gioia l’anima può evolvere.

Vuol dire liberarsi dai modelli che ci fanno soffrire per seguire la gioia e l’abbondanza.

L’arroganza di sapere tutto è collegata alla paura della morte. Per superarla si inizia il percorso di crescita personale, magari rivolgendosi ad un Guru. Facendo così però bisogna stare attenti alle trappole:

– Il guru può pensare di sapere già tutto, di essere superiore al discepolo e quindi cessa di evolvere

– Il discepolo che si rivolge al guru si subordina alla sua volontà e così cessa anche lui il suo processo di evoluzione

È un modello che porta alla morte sia del guru e che del discepolo. L’unico modo per “uscirne vivi” è ascoltare la propria verità, seguire la propria consapevolezza, senza farsi influenzare dagli altri.

L’arroganza del sapere e la paura della morte si superano con la Vibrazione della Compassione.

Si impara a credere solamente in se stessi.

Si ottiene così il dono della conoscenza illuminata e della sovranità: le risposte sono tutte dentro di noi.

Le trappole della spiritualità: riconoscerle e superarle

Oltre a queste trappole legate alla parola “arroganza” ci sono altre dinamiche e situazioni a cui bisogna stare molto attenti quando si sta seguendo un percorso spirituale.

1) Salterellare da un’esperienza spirituale all’altra, da corso in corso, continuando a cercare qualcosa di nuovo da imparare o di stimolante da fare, senza guardarsi dentro profondamente.

Il rischio è quello di fare confusione, mischiare energie diverse tra loro creando anche dei blocchi energetici.

Perché non ci si ferma mai?

Perché altrimenti si è costretti a guardare in faccia il proprio disagio e doverlo in qualche modo affrontare.

Invece, avere sempre qualcosa di nuovo da fare ed imparare tiene impegnata la mente ed evita di affrontare la situazione dolorosa.

2) Imparare tanti bei concetti come il distacco, la compassione, l’umiltà, pensando di averli capiti a livello profondo mentre, invece, vengono appresi solo a livello della mente razionale, senza vivere l’esperienza diretta e completa.

Va bene capirli anche a livello mentale, però bisogna avere la consapevolezza che non si è ancora avuto un’esperienza pratica, concreta, reale di quei concetti mentali.

3) Credere di aver ottenuto l’illuminazione e il risveglio senza applicare i doni acquisiti nella pratica quotidiana mettendosi al servizio degli altri o della Natura.

Bisogna trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati ricordandosi anche il discorso degli specchi ed evitando il giudizio.

Ad esempio non va bene mettersi l’etichetta di persone “spirituali” e mantenersi separati dagli altri giudicati “non spirituali” perché guardano la TV, non sono vegetariani, usano l’auto e non la bici.

4) Credere che chi è lungo un percorso di crescita spirituale deve per forza stare bene ed essere sempre positivo e avere quindi pensieri positivi in ogni momento della propria vita.

In generale è giusto avere un atteggiamento positivo ed ottimista nei confronti della vita.

Ma bisogna prestare attenzione a non reprimere i momenti negativi e nasconderli sotto un falso pensare positivo.

A volte l’Anima per evolvere ha bisogno dell’esperienza del dolore, della rabbia, della tristezza.

Se si reprimono le emozioni non si possono imparare le lezioni che hanno da insegnare e non si può evolvere.

Infine, invito a prestare particolare attenzione ai corsi o pratiche che offrono “tutto e subito” tipo: apertura di tutti i chakra, pulizia immediata di tutto il karma, diventa sciamano in un week-end, seminario intensivo per sviluppare i super poteri, e cose simili.

Il percorso spirituale è profondo e lento, non bisogna bruciare le tappe, anzi, vanno rispettate.

E per ognuno è diverso.

Come hai potuto ben vedere, le trappole della spiritualità che si incontrano lungo il cammino sono parecchie.

È facile cascarci ed anche naturale.

L’importante è riconoscerle e avere la volontà di superarle per poter proseguire il proprio cammino.

Cosa fare quindi se ci si riconosce in una o più di esse?

Innanzitutto è utile accettarsi e amarsi per come si è, perché comunque ognuno sta facendo del suo meglio ed è normale commettere errori o cadere in qualche trappola dell’ego.

Il Coaching Energetico Genealogico è un supporto prezioso e molto potente, per andare con responsabilità nel profondo di queste trappole della spiritualità, trappole della mente, e poterle sciogliere, favorendo il ritorno alla propria autenticità, alla Verità della propria Anima.

E poi, semplicemente, è importante manifestare all’Universo la propria chiara e sincera volontà di andare oltre, di superare le difficoltà e gli ostacoli per riprendere la via della propria evoluzione.

Nell’EnergetiClub facciamo ogni mese una trasformazione energetica ed emotiva di dinamiche/problematiche relative al Potere Personale grazie al Coaching Energetico.

La prossima Sessione è Giovedì 8 Febbraio:

“Le Trappole della Spiritualità”.

Per partecipare in diretta dal tuo PC, ISCRIVITI ALL’ENERGETICLUB.

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Siamo sempre amati, guidati e protetti lungo il nostro cammino e in alcuni momenti è importante chiedere direttamente l’aiuto del Divino.

Le trappole della spiritualità: riconoscerle e superarle – Articolo di Raffaella Menolfi

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Guarda che bella questa Riprogrammazione Energetica del Punto Zero di pulizia emozionale e ricarica energetica ;):

PPS:
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